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ItriaAttiva · Notizie e attività

Terremoti nel Tirreno e allerta maremoto: conoscere il rischio per sapere come agire

Dopo le scosse del 23 ottobre e l’allerta poi revocata, il Geom. Vincenzo Semeraro, Disaster Manager e Volontario ItriaAttiva, spiega come conoscere il rischio e sapere come agire.

A cura di ItriaAttiva
Terremoti nel Tirreno e allerta maremoto: conoscere il rischio per sapere come agire. Geom. Vincenzo Semeraro, Disaster Manager e Volontario ItriaAttiva. Allerta del 23 ottobre revocata; illustrazione divulgativa.

Dopo le scosse del 23 ottobre e l’allerta poi revocata, quali informazioni contano davvero? Dal contributo del Geom. Vincenzo Semeraro, Disaster Manager e Volontario ItriaAttiva, una guida per capire i fenomeni e affrontarli senza allarmismi.

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Una scossa avvertita in Sicilia, un’allerta maremoto, poi la revoca. In poco più di un’ora, il 23 ottobre, molte persone si sono trovate davanti a notizie difficili da interpretare. Che cosa era successo? Perché l’allerta era cambiata? E, soprattutto, come ci si deve comportare quando si vive o ci si trova vicino al mare?

Sono le domande da cui parte il contributo del Geom. Vincenzo Semeraro, Disaster Manager e Volontario ItriaAttiva. La sua prospettiva è quella di chi si occupa di preparazione e gestione delle emergenze: partire dai dati verificati e trasformarli in indicazioni comprensibili, utili nella vita di tutti i giorni.

Che cosa è successo nel Tirreno?

Secondo l’INGV, la sequenza sismica è iniziata nella notte del 20 ottobre, nel Tirreno meridionale, circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. La scossa più forte del 23 ottobre è stata registrata alle 12:19: magnitudo momento Mw 5,5 e profondità di circa 9 chilometri. Il terremoto è stato avvertito nelle Eolie e lungo la costa settentrionale della Sicilia, anche a Palermo.

Nelle comunicazioni sono comparsi due valori, ML 5,0 e Mw 5,5. Non indicano due terremoti diversi: sono misure ottenute con metodi differenti per descrivere lo stesso evento.

Poco dopo è iniziata la procedura di allertamento per il possibile maremoto. Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV ha inviato un primo messaggio informativo alle 12:23 e, alle 12:29, un messaggio di livello Advisory, corrispondente all’allerta arancione. Le successive verifiche con gli strumenti che misurano il livello del mare, i mareografi di Strombolicchio e Ginostra, hanno escluso un maremoto in corso nel Tirreno meridionale. Alle 13:22 l’allerta è stata cancellata.

Perché un’allerta può essere emessa e poi revocata?

È uno dei passaggi centrali dell’analisi di Semeraro. Quando si affronta un possibile pericolo, le prime valutazioni devono arrivare rapidamente. Si lavora con le informazioni disponibili in quel momento e si aggiorna il quadro quando arrivano nuove misure.

Un’allerta segnala quindi la necessità di adottare precauzioni: non è la certezza che un’onda raggiungerà la costa. La successiva revoca deriva dalle verifiche effettuate e non rende inutili le cautele adottate nel frattempo. Per i cittadini è essenziale seguire anche gli aggiornamenti, senza fermarsi al primo titolo letto o al messaggio ricevuto in una chat.

E i vulcani sottomarini? C’è un legame automatico con le scosse?

Il Tirreno ospita diversi vulcani sommersi. Fra quelli dell’area eoliana occidentale ci sono Sisifo, Enarete ed Eolo; nel Tirreno meridionale si trova anche il più conosciuto Marsili. Parlare genericamente di un unico “vulcano sotto Palermo” mette insieme luoghi e strutture differenti e può creare confusione.

Nel contributo di Semeraro emerge una distinzione importante: conoscere la presenza di vulcani sui fondali non significa poter attribuire automaticamente a essi ogni terremoto. Un eventuale collegamento deve essere dimostrato con valutazioni scientifiche specifiche. Le sole scosse del 23 ottobre non sono una prova di eruzione imminente.

Il Marsili è classificato dall’INGV come vulcano attivo, ma la sua sommità si trova a circa 500 metri sotto il livello del mare. L’INGV distingue il rischio legato alle eruzioni sottomarine, valutato estremamente basso, dagli scenari di grandi frane o collassi che potrebbero generare maremoti. Sono fenomeni studiati dai ricercatori: presentarli come imminenti, senza elementi scientifici, alimenta la paura invece di aiutare a capire.

Vulcani sottomarini del Tirreno: illustrazione concettuale con logo completo ItriaAttiva dorato.
Illustrazione concettuale dei vulcani sottomarini, non in scala e non riferita a un’eruzione in corso. Non è una mappa dei fondali. Apri la grafica completa.

Che cosa bisogna fare durante un terremoto?

Le indicazioni della Protezione Civile partono da azioni semplici. Se ci si trova in un edificio, durante la scossa occorre ripararsi sotto un tavolo resistente o vicino a una struttura portante, lontano da finestre e oggetti che possono cadere. Non bisogna precipitarsi sulle scale. Quando lo scuotimento è terminato, si esce con prudenza, senza usare l’ascensore.

All’aperto è necessario stare lontani da edifici, cornicioni, alberi e linee elettriche. Chi si trova sulla costa deve conoscere anche i segnali e i comportamenti legati al rischio maremoto.

Sulla costa, quando bisogna allontanarsi?

Una forte scossa, un improvviso ritiro o innalzamento del mare, un rumore cupo e crescente proveniente dall’acqua: sono segnali da prendere sul serio. Anche un messaggio ufficiale che avverte del possibile arrivo di un maremoto richiede di agire.

La raccomandazione è raggiungere rapidamente una zona elevata, seguendo le vie di fuga e le indicazioni del piano comunale. Bisogna muoversi a piedi, avvertire chi è vicino e non tornare verso il mare per osservare o filmare. L’automobile può ostacolare l’allontanamento e diventare una trappola.

Chi si trova in porto deve lasciare la barca e raggiungere un luogo elevato. Una volta al sicuro, occorre restarci fino alle indicazioni delle autorità: alla prima onda possono seguirne altre più pericolose.

Nel Mediterraneo i tempi di arrivo possono essere molto brevi. Per questo riconoscere i segnali naturali è fondamentale: non sempre si può attendere una comunicazione ufficiale prima di mettersi in sicurezza.

Regole di autoprotezione in caso di allerta maremoto, con logo completo ItriaAttiva dorato.
Scheda di autoprotezione da usare in caso di allerta o segnali di pericolo. Illustrazione divulgativa: non annuncia un’allerta in corso. Quella relativa al sisma del 23 ottobre è stata cancellata. Apri la grafica completa.

La prevenzione comincia prima dell’emergenza

Il punto su cui Semeraro richiama l’attenzione riguarda la preparazione: conoscere il piano di protezione civile del proprio Comune, individuare i percorsi verso le aree sicure e partecipare alle esercitazioni. Significa anche organizzarsi per aiutare bambini, anziani e persone con disabilità, senza dover improvvisare tutto nel momento più difficile.

Nel suo contributo il geometra lo riassume con una frase: «La preparazione comincia prima dell’emergenza». È un invito che riguarda chi abita sulla costa, chi ci lavora e chi la frequenta per una vacanza. Sapere dove andare e quali comportamenti adottare è una forma concreta di protezione per sé e per gli altri.

Redazione ItriaAttiva, dal contributo del Geom. Vincenzo Semeraro — Disaster Manager e Volontario ItriaAttiva.

Fonti e approfondimenti

Approfondimento del 24 ottobre 2026. Le immagini sono illustrazioni divulgative e non documentano un evento in corso. Per nuovi avvisi e indicazioni operative consulta i canali ufficiali della Protezione Civile e delle autorità locali.